Il giunto omocinetico, indicato spesso con la sigla inglese CV, è un tipo di accoppiamento che trasmette il moto rotatorio attraverso un angolo variabile mantenendo l'albero condotto in rotazione esattamente alla stessa velocità istantanea dell'albero conduttore. Questa proprietà è ciò che lo rende indispensabile sulle ruote motrici delle auto moderne, in particolare quelle a trazione anteriore, dove ogni semiasse deve insieme sterzare e muoversi su e giù con le sospensioni, eppure trasmettere comunque la coppia in modo fluido e senza vibrazioni.
Il problema che il giunto omocinetico risolve deriva dai limiti del più semplice giunto cardanico. Un comune giunto cardanico può trasmettere il moto attorno a un angolo, ma nel farlo l'albero condotto accelera e rallenta due volte per giro, producendo una fluttuazione ciclica che peggiora all'aumentare dell'angolo. Ai modesti angoli di un albero di trasmissione ciò è tollerabile, ma agli ampi angoli, in continuo cambiamento, di una ruota sterzante e a sospensione indipendente provocherebbe vibrazioni e usura inaccettabili. Il giunto omocinetico mantiene una velocità costante disponendo la propria geometria interna in modo che i punti di contatto giacciano sempre sul piano che biseca l'angolo di lavoro.
Dal punto di vista meccanico esistono due soluzioni diffuse. Il giunto esterno, più vicino alla ruota, è di norma un giunto a sfere tipo Rzeppa in cui sei sfere d'acciaio corrono in scanalature curve all'interno di un alloggiamento sferico, tenute in corretto allineamento da una gabbia; questo può sopportare gli ampi angoli richiesti dallo sterzo. Il giunto interno, più vicino al differenziale, è spesso di tipo tripode, con tre perni a rullo che possono sia oscillare sia scorrere, consentendo al semiasse di allungarsi e accorciarsi al muoversi delle sospensioni. Un tipico semiasse motore reca perciò un giunto interno e uno esterno che lavorano insieme.
Il vantaggio per il veicolo è una trasmissione fluida e priva di vibrazioni lungo tutta l'escursione di sterzo e di sospensione, che rende possibili gli schemi compatti a motore trasversale e trazione anteriore oggi dominanti sul mercato. La stessa tecnologia serve il retrotreno di molte auto a sospensione indipendente posteriore o a trazione integrale, e compare negli alberi di trasmissione dove gli angoli o i movimenti superano ciò che un giunto cardanico può gestire con eleganza.
La principale vulnerabilità di un giunto omocinetico è la sua cuffia protettiva in gomma o materiale termoplastico, che trattiene il grasso speciale ed esclude sporco e acqua. Se questa cuffia si lacera, il grasso viene espulso e la sporcizia penetra, e il giunto comincia a usurarsi; il sintomo classico è un ticchettio o un battito ritmico udito in curva sotto carico, segnale che in particolare il giunto esterno sta cedendo. Colto per tempo, sostituire la cuffia lacerata e ricaricare il grasso può salvare il giunto, ma una lacerazione trascurata finisce per distruggerlo, imponendo un nuovo giunto o l'intero semiasse. Il giunto omocinetico si colloca così nell'ambito della linea di trasmissione, insieme al semiasse, al differenziale e all'assale, rendendo silenziosamente possibile la combinazione quotidiana di trazione e sterzo sulle stesse ruote.
- Trasmette il moto a velocità costante attraverso angoli variabili
- Permette alle ruote motrici di sterzare e assorbire le asperità senza vibrazioni
- Ogni semiasse motore ha di solito un giunto interno e uno esterno
- Una cuffia lacerata causa ticchettio e cedimento progressivo