Il rilevamento dei ciclisti è una funzione del sistema avanzato di assistenza alla guida che permette ai sensori anteriori del veicolo di identificare specificamente i ciclisti e di reagire con avvisi o frenata autonoma per evitare di investirli. Esiste perché i ciclisti sono tra gli utenti della strada più vulnerabili, privi di qualsiasi guscio protettivo, e le collisioni tra auto e biciclette, in particolare agli incroci e quando i veicoli sorpassano o svoltano tagliando la traiettoria del ciclista, sfociano spesso in lesioni gravi o mortali. Includere esplicitamente i ciclisti nell'ambito d'azione della tecnologia anticollisione affronta una categoria di incidenti che i primi sistemi, concentrati sulle altre auto, non rilevavano in modo affidabile.
Il sistema impiega lo stesso hardware fondamentale della più ampia architettura di frenata automatica d'emergenza, tipicamente una fusione di telecamera e radar. La telecamera fornisce le informazioni visive dettagliate necessarie a riconoscere la forma e il movimento caratteristici di una persona in bicicletta, mentre il radar misura con precisione distanza e velocità di avvicinamento e funziona anche in condizioni di scarsa visibilità. Sofisticati algoritmi di classificazione degli oggetti, sempre più basati sull'apprendimento automatico, distinguono un ciclista da pedoni, veicoli e oggetti ai bordi della strada e ne prevedono la traiettoria probabile, così che l'auto possa valutare se una collisione sia realmente imminente.
Rilevare i ciclisti in modo affidabile è tecnicamente più difficile che rilevare le auto o persino i pedoni. Una bicicletta con il suo conducente presenta un profilo stretto che varia enormemente a seconda dell'angolo di osservazione, passando da una sagoma esile vista da dietro a una molto più ampia di profilo. I ciclisti possono inoltre muoversi più rapidamente dei pedoni e seguire traiettorie meno prevedibili, sbucando dagli spazi tra le auto in sosta o attraversando con angolazioni oblique. Il sistema deve quindi prendere decisioni accurate in tempi molto rapidi, evitando al contempo falsi allarmi che minerebbero la fiducia del conducente.
Quando il sistema giudica probabile una collisione, segue una risposta graduale. Emette dapprima un avviso di collisione frontale, allertando il conducente con segnali visivi e acustici affinché l'intervento umano possa risolvere la situazione. Se il conducente non reagisce e il rischio continua a crescere, il sistema aziona automaticamente i freni, per evitare del tutto l'impatto alle velocità più basse o per ridurne la gravità a quelle più elevate. Questo colloca il rilevamento dei ciclisti nella stessa famiglia di interventi del rilevamento dei pedoni e della frenata automatica d'emergenza in generale.
Questa capacità è diventata un elemento chiave della protezione degli utenti vulnerabili della strada, un ambito che gli enti indipendenti per la sicurezza come Euro NCAP valutano ora direttamente, riconoscendo crediti ai sistemi che si comportano bene negli scenari standardizzati con i ciclisti. Tali prove hanno spinto un rapido miglioramento e una più ampia diffusione sul mercato. Chi guida deve comunque conoscerne i limiti: le prestazioni possono calare al buio, con pioggia intensa, nebbia o controluce, e il sistema può avere difficoltà con posizioni insolite del ciclista o con manovre di attraversamento rapide. È una salvaguardia preziosa che integra, ma non sostituisce, una guida attenta e una corretta condivisione della strada con i ciclisti.
- Riconosce i ciclisti con telecamera e radar
- Più difficile che rilevare le auto a causa del profilo stretto
- Attiva avvisi e frenata automatica d'emergenza
- Parte della protezione degli utenti vulnerabili valutata da NCAP