Il sistema di monitoraggio del conducente, comunemente abbreviato in DMS, è una tecnologia di rilevamento in abitacolo concepita per tenere sotto controllo la persona al volante anziché la strada davanti. Esiste perché la grande maggioranza degli incidenti stradali è causata da errore umano e una quota significativa di questi coinvolge sonnolenza, distrazione o alterazione. Man mano che le auto hanno acquisito sistemi di assistenza sempre più capaci, costruttori e legislatori hanno riconosciuto che il conducente resta l'anello più debole della catena della sicurezza e che osservarlo direttamente è il modo più affidabile per sapere se sia idoneo e pronto a riprendere il controllo.
Il cuore del sistema è una piccola telecamera montata sul piantone dello sterzo, nel cruscotto o vicino allo specchietto retrovisore, puntata sul volto del conducente. Aspetto cruciale: opera nello spettro del vicino infrarosso, tipicamente intorno agli 850-940 nanometri, con propri illuminatori a LED a infrarossi. Questo le consente di vedere chiaramente occhi e tratti del viso anche nel buio totale e persino attraverso molti occhiali da sole scuri, senza abbagliare o distrarre l'occupante. Il software di elaborazione delle immagini segue posizione e orientamento della testa, l'apertura delle palpebre, la direzione dello sguardo e la frequenza e durata degli ammiccamenti, costruendo un quadro continuo di dove è rivolta l'attenzione.
Da questi dati il sistema trae conclusioni sullo stato del conducente. Una chiusura frequente o prolungata delle palpebre, un ritmo lento degli ammiccamenti e una testa reclinata indicano sonnolenza; uno sguardo rivolto ripetutamente al telefono, al touchscreen centrale o a un passeggero segnala distrazione; e gli occhi che lasciano la scena stradale troppo a lungo attivano un avviso di sguardo distolto dalla strada. Quando viene superata una soglia, l'auto innalza la risposta, iniziando con un richiamo visivo o un segnale acustico, poi un avviso sonoro o tattile e, in alcune implementazioni, una vibrazione della cintura, un simbolo a forma di tazza di caffè che suggerisce una pausa o, infine, un rallentamento controllato del veicolo.
La tecnologia è diventata indispensabile per i livelli di automazione più elevati. Nei sistemi di Livello 2 a mani libere e nell'automazione condizionata di Livello 3, l'auto può sterzare e gestire da sé la velocità, ma il conducente deve restare disponibile a riprendere il controllo, talvolta nel giro di pochi secondi. Solo una telecamera che conferma che gli occhi sono aperti e rivolti verso la strada può verificare questa prontezza, ed è per questo che il monitoraggio del conducente è ormai inseparabile dalle funzioni avanzate di mantenimento della corsia e di pilota autostradale.
La sua diffusione è spinta anche dalla normativa. Il Regolamento Generale sulla Sicurezza dell'Unione Europea impone sui nuovi veicoli l'avviso di sonnolenza e disattenzione, ed Euro NCAP assegna punti per un monitoraggio efficace basato su telecamera, perciò questi sistemi stanno migrando rapidamente dai modelli di lusso verso quelli di larga diffusione. La privacy è una preoccupazione concreta e la maggior parte dei sistemi elabora le immagini in locale e le scarta anziché registrarle, distinguendo il DMS orientato alla sicurezza dalle telecamere d'abitacolo usate per videochiamate o controllo gestuale. Integra, anziché sostituire, il rilevamento dell'attenzione basato sullo sterzo e costituisce uno degli ingressi del più ampio insieme di sistemi avanzati di assistenza alla guida.
- Una telecamera interna a infrarossi osserva occhi e testa del conducente
- Rileva sonnolenza, distrazione e sguardo distolto dalla strada
- Essenziale per i sistemi a mani libere di Livello 2 e di Livello 3
- Un requisito normativo in crescita